L’ostacolo dell’identificazione -

  • Che cosa si intende per “identificazione”?

Quando la mia attenzione si posa su di un oggetto o una persona, una emozione, un pensiero,  e contemporaneamente mi dimentico di me come essere potenzialmente libero e indipendente dalle influenze esterne, sono identificato con l’oggetto della mia attenzione.

Questa caratteristica della mente è molto simile a ciò che chiamiamo “concentrazione” che ne è la versione positivamente utile.
Se sono concentrato su un pensiero creativo e faccio seguire l’azione necessaria alla sua realizzazione, e mantengo la focalizzazione  per un determinato tempo senza distrazioni, ne consegue normalmente che raggiungo l’obbiettivo desiderato

Se però sono identificato con ciò faccio o, ancor peggio, con ciò che credo di essere, la fissità che ne consegue non mi permetterà di accorgermi di eventuali interferenze esterne, che mi devieranno dal proposito iniziale, cioè mi impedisco di essere sufficientemente sveglio, fluido, elastico, per essere in grado di apportare le necessarie variazioni al progetto, variazioni che ne determinerebbero comunque l’efficacia finale evitando il rischio del fallimento.

  • Identificazione con le aspettative

“Un chiaro caso di identificazione: quando sono preda alle mie aspettative…”

La mente, negando il momento presente (l’Adesso), tende facilmente a vagare tra un passato non più esistente e un futuro esistente solamente come immaginazione , irreale in questa dimensione temporale. Questa caratteristica della mente è anche quella che mi permette di essere creativo (secondo quanto si è già ampiamente trattato sulla potenza della visualizzazione creativa e della focalizzazione del pensiero nell’attuazione positiva della Legge dell’Attrazione) e di visualizzare una realtà (futuribile) in sintonia con il progetto evolutivo dell’Energia Universale. Per inciso: uno strumento se usato inconsapevolmente può creare più danni che benefici.

Le aspettative (quindi non la visualizzazione creativa) rientrano nella categoria del pensiero negativo (contro-producente).

Quando sono preda di un’aspettativa, quando il mio “bambino interiore” pretende, sono vittima dell’ego, il mio comportamento è egoista, la mia considerazione (attenzione) all’altro da me è pressoché nulla, mi irrigidisco nelle mie posizioni e mi rendo indisponibile e cieco verso i doni che l’Universo ha preparato per me. Sono in una condizione di estrema fragilità.

  • Come uscire da questa condizione di negatività?

Se mi ricordo di essere abbracciato, compreso in Qualcosa di infinitamente più grande di me, che mi Ama incondizionatamente e senza giudicarmi, posso permettermi di osservare la mia rabbia (la cui origine apparente è nell’aspettativa delusa) e usarla come nuova energia creativa, volgendomi verso le nuove prospettive e possibilità offerte per coglierne l’essenza del dono, invece dell’ovvia apparenza della contrarietà e dell’ostacolo.

In questo campo agisce in modo determinante la fiducia che io ripongo in me stesso e di conseguenza che ripongo nel mio prossimo come nell’Universo intero, del quale sono consapevole di essere parte integrante.

  • Riassumendo: quando ci accade qualcosa di spiacevolmente inaspettato, prontamente e consapevolmente portiamo l’attenzione alla domanda:
    “Perché mi succede questo? Che cosa mi vuole comunicare l’Universo? Che cosa posso imparare da questo dono?”

Grazie.
Emmanuele
“Dal fondo della mia tazza vuota nel cielo mi confondo”

Share
This entry was posted in Senza categoria and tagged , , . Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>